Prova aperta del Workshop con Pierandrea Rosato

Prova aperta al pubblico del workshop Artisti in transito
con Pierandrea Rosato
Giovedì 21 maggio, dalle 14.00 alle 15.30 presso la Casa Circondariale di Potenza
Un’occasione preziosa per assistere al lavoro svolto dai partecipanti, artisti e detenuti, per creare un ponte tra “dentro” e “fuori”.
Come partecipare
Invia una e-mail a progettipetra@gmail.com allegando la scansione pdf del documento di identità, fronte/retro leggibile, entro le ore 14:00 del 23 aprile 2026. Si tratta della procedura necessaria per i controlli richiesti per l’ingresso nella casa circondariale che non accetta formato jpg.
Nella mail va indicato il numero di telefono per comunicazioni più veloci.
Il numero di spettatori previsto è limitato e inflessibile e per questo ti chiediamo di considerare la tua adesione come "una promessa vera" di esserci, in modo da non togliere il posto a nessuno. Una volta acquisita l'autorizzazione all'ingresso da parte della Casa Circondariale di Potenza sarai contattata/o per le informazioni relative alla modalità di accesso in struttura.
L’artista
Pierandrea Rosato è un danzatore e coreografo italiano diplomato alla Folkwang University of the Arts e laureato con lode allo IUAV di Venezia.
Ha lavorato con: Pina Bausch Company, FTS, El Conde de Torrefiel, Gob Squad, Zerogrammi. I suoi lavori sono stati presentati in festival in Europa e Cina; è artista associato di Sosta Palmizi e Koreoproject e ha vinto premi come Komm Tanz, Anghiari Dance Hub e Nuovo Grand Tour. La sua ricerca esplora hauntology e strutture di potere, riscrivendo memoria e presenza attraverso il corpo.
CARUSƏ — Danza silenziata e resistenze corporee
CARUSƏ nasce come laboratorio artistico-pedagogico ispirato alla performance solistica Carusə | sine Sole sileo, che esplora la danza silenziata del tarantismo come pratica di trasformazione e resistenza corporea. Il progetto propone il corpo — nella sua più giovane e vitale inclinazione alla resistenza e rivoluzione — come spazio di memoria, metamorfosi e apertura all’alterità, in dialogo con concetti di hauntology, dove passato e tracce del vissuto si intrecciano al presente.
L’assolo non viene replicato, ma diventa materiale generativo: il movimento, la voce e l’uso creativo dello spazio e di piccoli oggetti scenici diventano strumenti per osservare, reinterpretare e costruire esplorazioni corporee personali. Il laboratorio sviluppa pratiche estetico-coreografiche di endorcismo, lavorando sul silenziamento del trauma e sulla traumatofilia, cioè l’integrazione e trasformazione del vissuto traumatico anziché la sua espulsione o medicalizzazione, ispirandosi simbolicamente al morso del ragno nel tarantismo.
Le attività comprendono pratiche corporee, teatralità fisica e improvvisazioni guidate, trasformando lo spazio in un luogo di sperimentazione estetica e relazionale, dove il corpo diventa veicolo di espressione autentica, consapevolezza e trasformazione.
