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IL PROGETTO

 

“IN_OUT” è una rassegna di teatro danza in carcere che fonde due progettualità: IN&OUT finanziato dal Bando TOCC - Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi - dei Ministeri della Cultura e dello Sviluppo Economico e Teatro oltre i Limiti finanziato da 8x1000 dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi.

“IN_OUT” è un’occasione di cambiamento, un modo nuovo di relazionarsi per i detenuti-attori in un luogo capace di includere, promuovere e valorizzare le differenze.
Da più di dieci anni la Compagnia con “Teatro oltre i limiti” coinvolge i detenuti della Casa Circondariale di Potenza in un percorso formativo attraverso la pratica delle discipline artistiche di teatro danza; con “IN_OUT” il percorso si integra e si arricchisce con la creazione di contenuti artistici virtuali.

Si pone l’obiettivo di promuovere una sperimentazione in favore della crescita collettiva, sostenibile, tecnologica e contemporanea nel Carcere.
Si intende, attraverso le arti performative, superare il “limite” tra dentro e fuori, ribaltando la concezione detentiva e favorendo una nuova visione del carcere, da luogo di vergogna a luogo di cultura; creare un “ponte” tra dentro e fuori le mura non solo fisiche degli istituti di pena contribuisce alla definizione di un carcere possibile secondo i dettami costituzionali, che diventa risorsa per la comunità in termini di offerta culturale ma anche capace di declinare bellezza. “IN_OUT” risponde alla volontà della Compagnia di allargare l’esperienza pluriennale nella Casa Circondariale di Potenza agli istituti di pena di Puglia e Basilicata, sperimentando l’utilizzo dei media, la realtà aumentata e i virtual tour per lo sviluppo di progetti culturali, di educazione e formazione.

IL CONTESTO

In una società dove le distanze vengono annullate dai mezzi di comunicazione e gli stessi spostamenti fisici divengono rapidissimi, in carcere il rapporto spazio-tempo appare completamente rovesciato rispetto alla società esterna: lo spazio è limitato ed è caratterizzato dalla ripetitività dell’esperienza. Il corpo del recluso e le sue facoltà percettive e relazionali si trovano compresse all’interno di uno spazio che ritualizza comportamenti e possibilità di scelta.

All’interno del carcere le nuove tecnologie faticano ad essere utilizzate e sperimentate, anche se durante la pandemia è aumentato l’utilizzo dei diversi device per agevolare i contatti con i familiari impossibilitati alle visite e ai colloqui in presenza.
Far familiarizzare i detenuti con le nuove tecnologie è uno degli obiettivi del progetto, la tecnologia ha uno sviluppo molto veloce, questo fa sì che i detenuti al loro reintegro nella società si ritrovino in un mondo cambiato, completamente differente, che usa strumenti complessi, a loro ignoti, alla fine della pena. Si è scelto di sperimentare l’uso di visori vr per il potenziale artistico che hanno. Il progetto sarà realizzato all’interno degli istituti attraverso una tecnologia offline, senza necessità di connessione alla rete internet, rispondendo così ad un limite imposto dal luogo.

Il progetto, avviato a Potenza e sperimentato in sinergia con il Provveditorato di Puglia e Basilicata, negli istituti di pena di Potenza, Matera, Melfi, Bari, Brindisi, Lecce, aspira a diventare una buona pratica replicabile in altri istituti e contesti.

LE ATTIVITA'

Il progetto si svilupperà attraverso:

  • un percorso formativo di pratica delle discipline teatrali, sulla danza e il corpo, rivolto ai detenuti, con

    un esito finale aperto al pubblico esterno;

  • un percorso di formazione per l’utilizzo di visori;

  • la fruizione attraverso i visori, da parte dei detenuti di esperienze culturali, spettacoli teatrali, musicali,

    video-danza, visite di musei, siti archeologici, e altri contenuti culturali, in una rassegna che partirà dalla Casa Circondariale di Potenza e si sposterà negli istituti di Matera, Melfi, Bari, Lecce, Brindisi, Trani;

  • la produzione di contenuti inediti, fruibili con i visori, attraverso il lavoro sviluppato con il percorso formativo di TEATRO oltre i LIMITI con la regia di Matteo Maffesanti, filmmaker e operatore teatrale nel sociale (www.matteomaffesanti.it);

  • un workshop intensivo “Artisti in transito”, a cura di un artista nazionale o internazionale, rivolto a detenuti e studenti/studentesse di scuole secondarie di secondo grado, con una prova aperta al pubblico esterno;

  • una formazione sul tema del teatro in carcere per operatori di teatro sociale e affiancamento alle attività di progetto;

  • la fruizione e la diffusione all’esterno sul territorio nazionale dei contenuti multimediali inediti a creare un ponte tra il dentro il fuori, in e out, per raccontare attraverso un’esperienza immersiva come il carcere può produrre opere di valore artistico;

  • un percorso di monitoraggio pre, durante, post degli impatti sui diversi target.

I PARTNER

Casa Circondariale di Potenza

  • partecipazione alla co-progettazione della piattaforma e dei dispositivi di fruizione;

  • messa a disposizione degli spazi per realizzare attività di animazione previste dal progetto.

Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere

  • partecipazione alla co-progettazione della piattaforma e dei dispositivi di fruizione,

  • messa a disposizione degli spazi per realizzare attività di animazione previste dal progetto;

  • supporto nel processo di comunicazione, promozione e diffusione dei risultati attraverso i propri canali.

Ordine degli assistenti sociali di Basilicata

  • partecipazione alla co-progettazione della piattaforma e dei dispositivi di fruizione,

  • messa a disposizione degli spazi per realizzare attività di animazione previste dal progetto;

  • supporto nel processo di comunicazione, promozione e diffusione dei risultati attraverso i propri canali;

  • monitoraggio e studio degli impatti.

MULTIETNICA Associazione Culturale

  • workshop opera collettiva per musica elettronica strumenti tradizionali;

  •  co-creazione contenuti musicali dell’esito finale.

Ateneo Musica Basilicata

  • concerto ad opera dei maestri dell’Associazione, per i detenuti ospiti della casa circondariale.

L’Albero Associazione Culturale

  • co-creazione contenuti dell’esito finale.

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